venerdì 1 aprile 2011

così faccio le mie madonne enormi


Il problema della vita ti dico 
è che quando finisce non è 
come la fine di una storia
ogni storia
per quanto realistica 
è sempre un'illazione oziosa
un gioco della mente 
ma la vita non finisce alla fine della storia
la fine è un additivo,
un brodo di dado ti dico 
un treno che non ferma in nessuna stazione
che va e basta.
In quell'andare non puoi trovarci l'andamento
non ci trovi l'adagio il minuetto o la cadenza
è uno stare sempre in treno.
Faccio le fotografie ma escono troppo mosse
troppo sfocate o troppo chiare
allora cerco di tenere a mente alcune cose
per te
traccio delle linee ti dico
tra una cosa e l'altra ma non sono sicura
che le linee tra le cose ci portino a un disegno
non sono sicura ti dico
e ho paura ti dico
il disegno è goffo
privo di prospettiva lineare
alla fine dipingo come i medioevali grandi
quelli  che sento grandi
e piccoli quelli che sento piccoli
ti dico dentro
non sono né un filosofo
né un teologo
né un fotografo
sono un normale passeggero 
e sul mio treno veloce faccio solo 
un elenco
tutto quello che vedo
tutto quello che sfugge e scappa indietro
quello che ho davanti che non vedo ancora
che non posso vedere e tra poco 
mi sfuggirà.

Non ho capito ti dico.
E quello che non ho capito
è tutto vero.

La verità si muove troppo in fretta 
e soprattutto non si muove per me.

così faccio le mie madonne enormi
e i miei santi piatti
azzurro lapislazzulo
mentre le dimensioni si sdoppiano 
in binari infiniti
e il panorama non si ferma 
non accompagna lo sguardo

ogni cosa segue la sua matematica, 
ogni cosa segue la sua legge
ogni cosa segue la sua logica
fuori dal finestrino ti dico

a volte vorrei riportartele tutte, 
mettertele ai piedi come il cane il bastone
per dire ti dico
almeno quest' angolo
o un particolare
l'abbiamo tenuto
l'abbiamo meritato.

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