mercoledì 2 maggio 2012

oblomov- olga telefono 1

so benissimo che ci sei.

non voglio dirti ancora quanto  il tuo pensiero sia sbagliato. 
eppure sarebbe così facile mettere le cose a posto se solo tu volessi.
non voglio forzarti a farlo. è una cosa che deve venire da te, 
lo dicono tutti.
se tu potessi vedere le cose come le vedo io, dal mio punto di vista, 
capiresti subito benissimo che la tua posizione è insostenibile. 
non lo dico solo io.
lo dicono tutti.
non lo dicono solo tutti, è così.
non ti viene mai il dubbio di essere solo al mondo?
io non vorrei mai essere al tuo posto in quella solitudine
mi darebbe un grande senso di vuoto.
ma per te immagino sia impossibile capirmi, 
non capisci quasi niente di quello che ti dico.
non ti pice il canto, non ti piace la letteratura, cosa ti piace allora?
e di me?
secondo te è normale non fare mai niente di quello che è normale?
perché non vuoi essere un po' normale amore mio.
io ti vorrei bene
potremmo andarcene in giro insieme e tutti direbbero che tra noi le cose vanno bene.
se solo tu ti decidessi.
è impossibile che tu non possa farlo, hai un animo troppo sensibile.
la gente mi chiede perché
perché ti amo?
non so rispodere a questa domanda.
però se ci penso ti amo.
sei così strano. 
tu mi ricordi un criceto.
vabbé.
io aspetto ancora qualche giorno
prima di cancellare definitivamente il tuo numero di telefono.
un bacio.
piccolo.
olga.


avremo mai dei figli?


potrei morire per te
sono così giovane.
non piangeresti?

vabbé.

martedì 1 maggio 2012

con dietro cieli

Avevi anche ragione in moto
lungo la spiaggia 
affamato adulto
di qualcosa da ricordare
con dietro cieli 
e mare
avevi ragione a non disperare
che si doveva imprimere per forza
un segno alla memoria
vitaminizzare.
La tua fiducia nell'effetto del comprare
del piegarsi avanti dei pantaloni griffati 
la grazia delle tue gambe negli occhi
a farti da specchio semplice.
Restavo ancora muta sul letto  
a prendere penombra.
Era la bellezza alla fine.

Avevi ragione tu 
in certe salite trovi un moto
nella respirazione. Programmavi 
per me Qui, dicevi sulla cartina
dove mettevi il dito.

Domani non aveva quasi senso
non avevo mai avuto radici
cercavo solo il mio disegno sul muro
uno strappo
o  restare.

Cercavo.





uccellini del muro


come le vacanze in tenda

tutte le volte che vado a pranzo a casa di mia madre per una ragione o per l'altra succede qualcosa che mi fa ricordare come le vacanze in tenda che l'ultima volta che c'ero andata mi ero ripromessa di non tornarci più, che mi ero detta proprio, anche se dovesse capitare l'occasione, che a pensarci è una cosa perfetta, a pensarci è perfetta ed è anche bella, poi di sicuro, stai pur certa che quando ti siedi ti torna in mente il perché. e infatti. perché sono quelle cose belle come le vacanze in tenda, che sono appunto belle da pensare, da dire che è bello è anche una cosa bella, a pensarci,non c'è niente di male, che si sta tutti insieme là attorno e teoricamente è bello. tutto. cose che uniscono e tengono insieme le famiglie. cose che uniscono e tengono insieme. che se uno avesse un po' di cervello te lo ricorderesti che ad un certo punto ti succede, comunque non dopo molto ma quasi subito comincia a scattare, quella molla che scatta come le vacanze in tenda, un tarlo, giù, altro che pranzo e ti ricordi. ma ormai è tardi. me lo devo tenere a mente per la prossima volta. qualcosa da mettermi intorno al dito per dire no. che a volte sta tutto nel no, lo sforzo del dito. e la sua bellezza. non importa se poi non c'è più tempo, se in futuro non ci sarà più tempo. le cose tante volte si fanno solo perché poi non ci sarà più tempo. forse ci sarà tempo. forse non ci sarà. ma è per preservarle che dovresti ricordartela la bellezza del dito del no. il tempo non deve importare. forse ci sarà tempo e sarà più giusto. il tempo non deve importare. deve importare stare bene e respirare bene e non sentire che i no diventano sì per forza, a forza di dimenarsi sul sì con accanimento. perché si scambia la bontà del sì con la bontà del vederselo proferire con animo generoso, puro e privo di allergie e ferite? perché? quando questo sì non esiste da nessuna parte o forse da qualche altra parte. è un problema di collocazione: non c'è nessun sì del dentro che corrisponda al sì del fuori. se non, forse, dopo. o nel dito. appunto.come le vacanze in tenda.

giovedì 26 aprile 2012

questa è LA TRISTE STORIA DELLA GALLINA E DEL PULCINO FILOSOFO



che la gallina aveva questo pulcino piccolo e gli dava sempre i vermi da mangiare
e il pulcino mangiava e guardava il mondo. diventava un pulcino grasso e fannullone.
poi la gallina andava in giro a cercare vermi, e il pulcino non faceva niente, e si sentiva molto filosofo. allora il pulcino e la gallina erano rimasti d'accordo che siccome il pulcino era filosofo la gallina era la mamma del filosofo e doveva andarne fiera. e portargli i vermi.
poi il pulcino divenne un gallo.
ma ormai le cose stavano così, che la gallina si era abituata a cercare i vermi per tutti e due, e non le pesava, anzi.
poi il gallo, mentre guardava il mondo e filosofava, vide che c'erano dei galli e delle galline che cercavano vermi e li osservò con attenzione. poi filosofò: che vita infame dev'essere, quella di starsene tutto il giorno a cercare vermi con il becco rivolto verso il basso. che tristezza la vostra vita - disse.
allora uno di quelli che cercava i vermi gli rispose - hai proprio ragione, e continuò a cercare vermi e varia roba, per terra.
poi non successe niente per parecchio tempo.
le cose non cambiarono.
la gallina andava e veniva e portava vermi al pulcino  filosofo, che ormai era un gallo, anche piuttosto in là con gli anni.
poi un giorno la gallina, mentre era in cerca di vermi, incontrò una volpe, che le disse - ciao bella gallinella vecchia, che fai?
- niente. vado in cerca di vermi per me e per mio figlio il filosofo.
- ah, disse la volpe, hai un figlio!
-sì, disse la gallina, è un filosofo.
-ah, rispose la volpe, che bello. dev'essere una grande soddisfazione avere un figlio filosofo.
- abbastanza, rispose la gallina, molto inorgoglita.
- e dove risiedete? chiese la volpe
- giù di là, dietro quella collina, vicino al fiume. viviamo sotto il pero.
- bella zona, disse la volpe.
poi la volpe si mangiò la gallina.

il filosofo aspettò un paio di giorni, filosofò, filosofò filosofò. poi, non essendoci vermi in arrivo, cominciò a sentire forti i morsi della fame. e fu lì che si rese conto che in tutta la vita non aveva mai cercato un verme. ci pensò su un po'.

  
però non molto a lungo, perché la volpe se lo mangiò.

domenica 22 aprile 2012

nice to meet you

Ho il cuore che rallenta.
come se volesse parcheggiarsi in garage.
Se proprio devo morire spero
con i capelli sciolti
sul pavimento
come al solito.


Vicino al termosifone
facevo l'esempio
stavo in piedi nuda il più immobile possibile
ma dentro ero molto più libera di respirare
pensavo tutto in posa
pensavo tutto quello che volevo
perché quello era l'inizio
pensavo.

Non siamo interessati agli eccessi.
Taking a shower every day is a normal part of life.

La cosa bella dell'essere umano
Nice to meet you
è che non può spartire la fine con nessuno
nice to meet you
diceva sempre un mio amico al telefono
ti faccio rridere
diceva sempre così al telefono
ti faccio rridere
chi se l'aspettava
e dopo non diceva niente di particolare.
A good trip.


Cercavo di capire cos'era.
Era per prepararmi.

Volevo fare tre cose stamattina, sai,
tre cose non sono tante,
le avrei messe in fila.




mercoledì 18 aprile 2012

le cose così non perturbate

E' stato dopo
che si è convenuto che gli orologi
non fossero più costretti a battere all'unisono
il giorno della rivoluzione

e si riportarono i sassi alla spiaggia
perché non c'era per loro un posto migliore.

Più nessuna casa definitiva
più nessun mobile con vetrina.

Le cose così non perturbate.

Vendesti la moto poco tempo dopo
avere rispedito me al mittente
in una scatola di plastica e pluriball.