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sabato 21 settembre 2013

diario settembre 2013 (fb)

20|09|13 
da quando non ho più il mio smartphone e sono tornata all'azzurrino della nokia da diciannove euro non mi chiama quasi più nessuno. si vede che gli smartphone si sentono sminuiti, non gli piace, farsi vedere che telefonano a un telefonetto da diciannove euro. pensavo, questo fatto di accettare o rifiutare una realtà è molto più potente di quanto non si creda. se tu ritieni che di qualcosa o di qualcuno non valga la pena di parlare, hai già estromesso tutte le possibilità che questa cosa o questo qualcuno avrebbe di agire sulla tua realtà. proporrei di agire anti hegelianamente in questo senso, Ciò che non è razionale, non è più reale. dunque non ha più diritto di accedere ad alcuna dialettica. può solo appassire.

 Al tempo della tua età strana 

 1 Studia perche' e' importante. perche' ti da' delle possibilita'. tipo quando mangi i fonzies giri il pacchetto e sai scrivere la formula bruta degli eccipienti. 
 2 Dio, quanto vorrei essere buona, quanto vorrei dire guarda cosa c'è qui questa sorpresa, è per te. ma mi devo trattenere. per ragioni educative. 

 Le imperfezioni di Gi 

 1 C'è questa novità adesso in cucina. niente gatto niente pesce rosso. una cosa, una cavalletta, si è piazzata in cima alla cucina. 


 2 Gi ha ucciso la cavalletta senza volerlo. ci ha messo su il piede. Perché sei scesa dal muro in alto, cavalletta, lo sai che Gi non vede un cazzo, la mattina. 


 Mi piacerebbe scollegare alcuni cavetti del cuore e farmi una passeggiata. 


 12|09|2013

 va bene non fidarsi non dar retta a nessuno.
 ma di qualcuno ci dovremo pur fidare, 
 a qualcuno dovremo pur dare retta.
 va bene pensare che tutti fanno tutto 
 solo per averne indietro un qualcosa, 
 che sono tutti cattivi 
 che sono tutti avari.
 ma una rosa la dovremo pur poter dare,
ci sarà pure uno sguardo che si possa cantare. 

 Non ci vorremmo mica estinguere per stitichezza. 


 8|9|13

 1

 più devo fare memoria più mi viene da cazzeggiare all'inverosimile. 
questa paura della memoria non so da dove mi venga. 
allora devo ingannarmi. girare intorno alla cosa. 
guardarla. dire, sì, ecco sì. sì sì. adesso ci guardo. 
adesso mi metto. 
finché non è abbastanza tardi e Lo mi dice, io più o meno ce l'ho marcia, tu? 
io dico, più o meno. e lui, Anche io più o meno. e ci mettiamo. 

 2 
dio della memoria fammi venir voglia. 


 9|13 
 sempre oggi nel mio percorso con la bici con la gomma bucata, ho incontrato un gruppetto di cinque stelle. mi hanno fermata. abbiamo parlato di biciclette. alla fine mi hanno detto quindi vedi che la pensiamo uguale su tante cose. io ho detto, la pensiamo uguale sulle bici, ma a me grillo non piace, mi sa di un pazzo fanatico. e loro hanno detto, cosa c'entra beppe grillo, noi mica siamo beppe grillo. e io ho detto, voi no, non siete beppe grillo, nello specifico, però sul cappellino c'avete scritto beppe grillo. che c'entra il cappellino, guarda, ha detto uno di loro, me lo tolgo ed è fatta. ma poi erano simpatici, veramente, questi del movimento cinque stelle. e mi sono chiesta, perché il pd non ha gente così, che parla di biciclette, che ferma la gente per strada e la invita a discutere sulle cose piccole. ma poi, subito prima di darmi una risposta, mi sono ricordata che mi ero promessa di non pensare mai più al pd. e così mi sono concentrata sulla mia gomma della bicicletta e non ci ho pensato più. 

 1|9|13
 Lettere a veronica 
 1
 Cara Ceronica Lario, mi presterebbe mica quattrocento euro che glieli restituisco entro fine novembre. p.s.non dica che non li ha. 
 2 
Cara Veronica, scusa se ti disturbo di domenica, volevo sapere se invece di quattrocento potevi prestarmi otto. Mi si e' rotto un pezzetto di molare 




 Stamattina mi si è bucata la gomma della bici, entro in un bar, dico scusi ha mica una pompa? il barista dice, no, però il signore sì. mi volto, c'è un signore sui cinquanta, segaligno e guardingo. dico, mi si è bucata la gomma, ma se mi presta la pompa magari la gonfio, fino a casa ci arrivo. usciamo insieme, poi quando arriviamo alla mia bici lui dice, no, che la pompa non ce l'ha. non posso aiutarla, dice, e se ne va sulla sua bici. non mi è rimasto chiaro perché non l'ha detto subito, che non aveva la pompa. non s'è proprio capito. forse pensava che fossi di quelli che con la scusa della gomma a terra ti rapinano. 


martedì 9 luglio 2013

cani e cellulari

c'era uno col cane, attraversavamo la strada insieme. lui parlava concitato. prima ho pensato che parlasse al cane. poi guardando meglio no, non parlava per niente col cane. allora ho pensato ah, già, il cellulare. ma niente. non parlava nemmeno al cellulare. parlava proprio da solo. ormai, quelli che parlano da soli, da quando hanno inventato cellulari e cani non li si riconosce più.

ne verranno ancora di più

oggi non è andata per niente bene. volevo scrivere una cosa su mia nonna che ha sempre avuto la faccia da sia mai che mi rubano qualcosa (gli altri), che ha sempre avuto la faccia da sia mai che ci fregano (chi non si sa) che aveva la faccia da non fidarti mai (di quelli, generico). ma poi, tutte le volte mi cadeva giù un senso di nulla. una nullezza che mi spossava. poi anche al bar dove di solito mi vengono le idee, niente. sempre solo mia nonna con la sua faccia. e due ragazze che parlavano di problemi di anoressia e uno dietro che diceva che il Papa con quei suoi discorsi era meglio se se ne stava zitto che adesso ne verranno ancora di più, di negri.

lunedì 8 luglio 2013

e mi rispondo

stamattina, contrariamente alle altre, non ho neanche l'intenzione,
di smettere di fumare.
sto facendo la pace con l'idea neanche troppo remota
della fine imminente di me stessa
non essendo in grado di garantirmi alcuna tutela
alla fne guardandomi da fuori penso
sai che c'è,
te lo meriti
stronza.

e mi rispondo

mavaffanculo.

inconscio collettivo democristiano #allevi



a me vedere allevi in fotografia mi fa pensare che l'italia è proprio un paese di democristiani.

perché allevi, non ce l'ho con lui, fa benissimo a farsi fotografare, però è proprio l'emblema di quella cosa lì, di quel passaggio dalla qualità alla fuffa passando per una specie di bontà binaca e rosa, una creduloneria, che culla e addormenta e rende tutto uguale, il bene il male la mafia lo stato il fascismo e l'antifascismo. non che io pensi che allevi abbia una qualche colpa. dico solo che è l'emblema dell'inconscio collettivo democristiano italiano coi riccioli.

martedì 30 aprile 2013

l'uomo che sradicava gli alberi

vorrei scrivere un libro dal titolo: L'uomo che sradicava gli alberi.
che è la storia di un uomo che se andava in giro per le colline e tutto dove vedeva un piccolo alberello nascente lo sradicava. per non illuderlo.



poi c'è la scena clou dell'uomo che sradicava gli alberi che incontra l'uomo che piantava gli alberi, e si guardano e si riconoscono, e fanno finta di non conoscersi. uno se ne va a piantare di qua, l'altro se ne va a sradicare di là.



poi c'è la scena dell'uomo che piantava gli alberi che di nascosto pianta tutti quelli che l'uomo che sradicava aveva sradicato.



e poi c'è la scena di quello che sradicava che di soppiatto andava a sradicare i riradicati.



sono due scene che si alternano ad libitum.



finché uno dei due muore e l'altro si redime.

giovedì 18 aprile 2013

MINI ASP



rifiutata la disoccupazione
che altri con le stesse giornate e lo stesso datore di lavoro
hanno preso.
la tipa del caf dice: gli attori non hanno diritto alla disoccupazione.
e allora perché alcuni di noi l'hanno presa?
sono stati fortunati.
come al grattaevinci?
guardi non le so dire, francamente io le riferisco solo le cose come stanno. gli attori non hanno diritto.
ma allora perché alcuni attori l'hanno presa.
come le dico sono stati fortunati.
posso fare ricorso?
lo faccia ma come le dico non c'è verso. ho già parlato anche con altri suoi colleghi ai quali è stata rifiutata. sono arrabbiati anche loro.
beh, direi.
come le dico non c'è stato verso.
quindi?
come le dico non c'è verso.
quindi lei dice che è inutile anche fare ricorso.
lei lo faccia se vuole. ma come le dico non credo. è la legge che dice che gli attori non devono prendere la disoccupazione fino al duemila tredici. dal duemilaetredici la possono prendere ma prima no.
ma non l'avevano modificata?
dal duemilatredici, come le dico.

quindi io perché sono stati fatti i versamente inps sulla mia busta paga. a cosa sono serviti i soldi che non ho ricevuto e che dovevano servire a pagare tra le altre cose anche la disoccupazione a requisiti ridotti?

come le dico io lavoro al caf, non mi interesso del resto. le dico quelllo che dice la legge.

e se la legge dicesse di ficcare la testa in un sacchetto di plastica e respirare forte?

non so cosa dirle. come le dico le cose stanno così. ho già telefonato anche agli altri enti. dicono tutti la stessa cosa.

grazie. la ringrazio.

mah.

domenica 31 marzo 2013

πατήρ

oggi siamo stati a trovarti ma c'era troppa neve. come sempre c'è sempre qualcosa di troppo sopra di te. non si riusciva a raggiungerti neanche questa volta. ora che ci penso anche l'altra volta, la prima volta che sono venuta, molti anni fa, c'era sempre qualcosa. sempre neve era. per questo credo anche l'ultima volta era sempre neve. neve molto pesante a quanto pare.
ho portato un mandarino sperando fosse allegro e una candela per accendere la luce sul mandarino che ti avevo portato. poi anche un libro delle mie poesie. che non erano le migliori. non volevo portarti le migliori perché non volevo che tu partissi da quelle. se ti piacciono le mie poesie devi partire per forza da quelle che ti porto. se poi ti piaceranno, allora ti porterò anche le migliori. ma non adesso.
dopo il mandarino.
se non ci sarà troppa neve verrò di nuovo.
l'ultima volta avevo già molti anni più di te e questa volta ne ho avuti ancora di più. hai sempre meno anni.
non è colpa tua.
il tempo si affanna troppo.
mi dispiace avere un padre così giovane e così coperto di neve.
un padre che non si affanna.
quando avresti forse potuto ma lasciamo stare.
avrei voluto portarti notizie di tutti. non volevo che pensassi che non abbiamo condotto bene le cose.
la realtà è che le cose se ne sono andate dove volevano ma io non sapevo come dirtelo.
mi rendo conto che un mandarino non è niente.
un mandarino ogni otto nove anni non è niente. non basta.
però anche le notizie non si saprebbe da dove partire.
una volta al giorno.
una volta al giorno sarebbe più facile seguire l'andamento. anche se a ben pensarci le cose non hanno nessun andamento. vanno su e giù come una nave, come una piccola nave in mezzo al mare.
non so spiegarti cosa sia una nave. non so se sotto tutta quella neve ti possa essere così facile immaginare  una nave né tanto meno, sotto, un mare.
dovrei rispiegarti tutte le cose ma non sarebbe facile e non sarebbe neanche giusto. eri forse tu. sarebbe stato più giusto se tu avessi spiegato a noi il significato delle cose una alla volta, cosa che non hai fatto e non hai potuto fare. non importa, comunque è andata bene lo stesso.
volevo dirti comunque che on c'è solo la neve. mi farebbe piacere che tu sapessi almeno questo.
la neve non è tutto.
ci sono anche i mandarini, per esempio. ci sono anche le mie poesie, per farti un'altro esempio. e c'è la luce della candela. 
abbiamo scavato una piccola fossetta nella neve, con le mani, perché il vento non la spegnesse.
per fare un terzo ultimo esempio.
non voglio venire a darti delle lezioni, ci mancherebbe. tu stai bene così. anche da solo.
ma noi che siamo sopra, che camminiamo e respiriamo, per noi è tutto diverso. non so se posso spiegarti il senso di questa diversità, non ho molti termini di paragone mi rendo conto, non so come chiamate voi le cose. per noi un mandarino è un piccolo frutto arancione, ha una buccia. ma la buccia non si mangia, si toglie. prima si toglie la buccia e poi si mangia quello che c'è dentro. il mandarino sarebbe tutto il frutto, ma noi, quando si dice mangiare un mandarino si intende prima togliere la buccia e poi mangiare solo quello che c'è sotto la buccia. ma non si specifica mai, è una cosa che viene in automatico. quando si dice magiare un mandarino tutti sanno, si immaginano da soli che prima si toglie la buccia (quella cosa arancione che sta sopra) e poi solo quello che sto sotto, si può magiare.
un'ultima cosa che non ho ti ho detto, sempre per quanto riguarda questo fatto del mandarino, è che ci sono i semi. i semi che stanno dentro il mandarino. a volte, se non ce ne sono molti si possono anche mandar giù, ma se sono molti la cosa può diventare parecchio fastidiosa ed è meglio sputarli. li metti nel palmo della mano senza fartene accorgere, li sputi piano piano senza fartene accorgere, dalla bocca al palmo, con discrezione, ed è fatta.
forse penserai che venire da te dopo otto nove anni e pretendere di spiegarti  una cosa e basta. ma come vedi, una cosa semplice come un mandarino, mi diventa subito così complicata tra le labbra.
ho fatto bene a star zitta allora. a posarlo lì, sulla neve accanto alle poesie e alla candela.
io non ci posso fare niente se la candela non è rimasta accesa fino alla fine. non potevo stare a farle la guardia per tutto il tempo della sua vita di candela, capiscimi. non possiamo controllare tutto. non tutte le cose. io non posso.
forse, se avrà voluto in mezzo a tutta quella neve, bruciarsi tutta o solo fino a metà, cosa posso sapere di più.
io non ero preparata, non sono mai preparata. ho portato quelle cose ma non ero sicura che fossero le cose giuste, le cose che potevano servirti di più. nessuno sa mai di cosa c'è bisogno perché le cose vadano per il meglio.
mi dispiace se la candela non ti ha scaldato intorno tutta quella neve, se non l'ha potuta sciogliere tutta, se non ha fatto il suo piccolo. quello che avrebbe dovuto fare. troppo piccolo caldo.


martedì 26 marzo 2013

Anche se è presumibile che i fratelli Ayler stessero facendo esperienza con droghe psichedeliche non esiste nessuna prova effettiva che tali sostanze abbiano alterato significativamente la loro stabilità mentale


(Successivamente però la Parks avrebbe confermato che Ayler era molto depresso e si sentiva in colpa per il crollo mentale del fratello)


Il suicidio è il gesto autolesionistico più estremo, tipico in condizioni di grave disagio psichico, particolarmente in persone affette da grave depressione e/o disturbi della personalità di tipo psicotico. Ovviamente essi possono essere determinati da eventi ben pratici, quali delusioni amorose, condizioni di salute o di estetica, condizioni sociali, ecc.



d dice che il suo amico musicista dice che ayler suona come un bambino di un anno che dice a sua mamma perché hai fatto questo.

(loro si parlano chiamandosi e facendosi sentire dei suoni)

poi il discorso sul fatto che la gente vuole un ego.

non vuole un dialogo perché vuole essere sicura di spostare il suo amore su qualcosa di fermo. buttarlo dall'altra parte ma su qualcosa che al limite traghetti un po' qua e un po' là per dire, siamo stati anche da qualche parte, ma subito poi a casa. sani e salvi. una storia. un'illusione perché no. può servire. purché ti riporti sempre a casa. a casa sani e salvi.



(Ayler aveva spesso dichiarato di volersi uccidere, ed in un accesso d'ira era arrivato a scagliare con violenza uno dei suoi sassofoni contro il televisore di casa)



un film, un romanzo. purché si possa comunque fare ritorno.

perché la musica è così avanti?

si può permettere questo senza che nessuno si agiti, tutte queste sospensioni, senza che nessuno si scandalizzi o dica no, e dio, questo non si può fare proprio no. non ci riporta a casa. dove ci porta?

perché la musica può permettersi di non portarti subito a casa.



(Albert raccontò di avere visto uno strano oggetto in cielo e di aver pensato che lui e il fratello "avessero ricevuto in fronte il sigillo destro di Dio onnipotente")




invece con le parole dobbiamo per forza ancoraci bene alla storia. non se ne parla.

no.




una chitarra pazzesca tutta di metallo che viene suonata con una spugnetta per i piatti e un bastoncino.

uno si puo' anche chiedere tutto qua?

invece non se lo chiede.

dopo, poi, magicamente

con l'archetto un' altra chitarra diventa un'orchestra d'archi in una chiesa

Ma poi te lo chiedi

perche'

subito

siamo tornati qui

con una frivolezza

uno scherzo

che dice




Si può scherzare,

non ti preoccupare.

siamo qua e si può scherzare?




siamo stati via dove non si può stare

abbiamo cercato

non abbiamo trovato

niente

non siamo tornati

non siamo tornati

non torneremo mai

a casa

siamo salvi

perché 
perduti.




(Nell'esercito Ayler suonava stabilmente nella banda del reggimento. Nel 1959 venne dislocato in Francia, dove si specializzò nell'eseguire marce militari che sarebbero state una delle principali influenze nella sua musica futura)

sabato 16 marzo 2013

l'amore (def)


L'amore non è un cane, che fischi e lo fai sedere, indichi col dito il pavimento
e lo fai sedere, 

gli tiri la palla, 
lui corre e te la porta indietro. 
Non è un cane del cazzo, l'amore.

giovedì 14 marzo 2013

confidenze




-tu in tutto in tutto con quante persone l'hai fatto?
-cosa?
-l'amore.
-tre o quattro.
-si, diciamo. contando anche quelle senza.
-non ho capito,
-contando anche le trombate a cazzo.
-contando anche le trombate a cazzo vediamo. sui quindici. tu?
-una sessantina.
-a cazzo e amore o solo amore
-a cazzo e amore.

mercoledì 13 marzo 2013

diario|treno|giovedi


...

su questo treno c'e' un bambino che piange nelle orecchie. poverino. poverino un cazzo. poverini noi.

per esempio ce n'e' un altro, cinese, che dorme. sra zitto e non rompe i coglioni. per esempio.

non e' detto che solo perche' uno e' un bambino sul treno debba per forza rompere i coglioni.

lunedì 11 febbraio 2013

11|02|013

prima quando dormivo ho sognato che entravo per sbaglio nella stanza dove stava morendo un Papa, non potendo più uscire cercavo di non dare troppo nell'occhio e mi mostravo preoccupata per lui. c'erano due cardinali e un medico che gli metteva una cremina intorno alla bocca e lui non era per niente felice di morire e sembrava cattivo. ma forse era perché stava male, pensavo. Nell'altra stanza c'era una santa, anche lei moribonda che nel sogno era una specie di sua amante, tipo santa chiara e san francesco. però in quel momento, non potendo preoccuparsi per tutti, la santa la lasciavano morire sola.

giovedì 25 ottobre 2012

perdere

questa classe di privilegio transnazionale, globale, agisce per mantenere i propri vantaggi a discapito della classe "lavoratrice", la quale, dopo aver conquistato molte garanzie dopo la seconda guerra mondiale, adesso li deve, secondo loro, perdere.
il fatto è che questi per garantirsi la sicurezza della propria ricchezza, dovesse impoverire il più possibile la classe lavoratrice, altrimenti, dandole troppe garanzie, la cosa non si sa come si incrina in un modo che per questi potenti transnazionali globalizzati non sono contenti perché si sentono in pericolo.
perché si sentono in pericolo?
perché quando uno ha paura di perdere quello che ha ha sempre paura. anche la classe lavoratrice ha paura di perdere quello che ha, però meno, anche perché in un certo senso negli ultimi anni si è abituata. quando uno si abitua in un certo senso ha meno paura. perché diventa una cosa normale questo fatto di perdere.
però questo non si sa come sia destinato a finire, in che modo finirà male. anche se si sa che comunque è una cosa desinata a finire male. però questo male dipende anche da che parte lo vedi. perché per certi aspetti, se lo vedi dal punto di vista della classe di privilegio tutto sommato non è poi così male, anche se uno non è mai sicuro di come va a finire sicuro sicuro.
però chi lo sa, qualcosa potrebbe pure capitare, non si sa cosa. perché nessuno lo sa. cioè, nessuno lo sa anche perché chi c'è che lo potrebbe sapere?
questa classe di cui parliamo che si chiama classe lavoratrice, diciamo, che comprende tutti quelli che in certo senso sono insicuri e incerti sul proprio futuro e anche sul futuro dei loro figli, non  sanno molte volte neanche chi sono. perché hanno molto da fare a fare quello che fanno per non andar giù. perché se vai giù dopo tornare su è molto molto difficoltoso. e questo lo sanno bene.
infatti quelli della classe privilegiata globalizzata transnazionale contano molto su questo non sapere e su questo fatto che se vai giù non è sicuro che tornerai mai su e quindi il fatto che ti conviene impegnare tutte le tue energie nel non andar giù o almeno nell'andarci il più piano possibile quasi non accorgendotene.
non accorgersene è abbastanza importante per ogni cosa. anche morire per esempio, tutti prima o poi muoiono, ma un conto è se lo fai piano piano non accorgendotene, un conto e se ti passa un tram sopra, per esempio. quello è sempre morire ma si potrebbe dire che non è la stessa cosa, sono quasi, si potrebbe dire, due cose diverse, due morti diversi. uno è un morto più adagiato, l'altro è un morto che è diventato morto così in fretta che mentre moriva era ancora troppo vivo per non accorgersene, e questo è più difficile, ache se è la stessa cosa. sono cose diverse, anche se sono uguali.

venerdì 28 settembre 2012

Ti piace dire che ti piace il jazz


Mi devo alzare prima di tutto, trovare un tavolo e una sedia. Comprare del te'. Mi piacerebbe andare proprio in quei negozi specializzati, per intenditori del te', dove ti senti tutto rallentato, puoi parlare piano, sentirti soffiare quelle frasi sul te' bianco sul gusto di fondo e sognare quella pacatezza.
Perche' quest'avversione per il microonde? Perche' quando butti la bustina nell'acqua facci caso. Facci caso se non viene fuori una specie di schiuma, una schiuma che ricorda quella dell'acqua del mare quando si infrange sulle onde. E'normale che  una tazza d'acqua calda faccia la schiuma? No che non e'normale. Non ho un'avversione per le cose scientifiche. Il microonde non mi spaventa. Mi fa schifo. Mi fa schifo quello che fa.Come lo fa. Mi fa schifo, adesso che ci penso, anche come scalda le cose. Facci caso.  Non e'avversione per le cose scientifiche, non c'entra nulla. Dire che ho un'avversione per le cose scientifiche solo perche' mi ripugna il microonde e'una cosa superficiale. Chiedimi se ce l'ho coi microscopi, chiedimi se ce l'ho mai avuta coi termometri analogici e digitali. Niente. Chiedimi se mi piacciono gli igrometri. Mi piacciono. le bussole? mi piacciono.
non ho nessuna avversione per nessuna cosa scientifica, non mi piace solo bere il te' con la schiumetta e dover fingere che vada tutto bene, che sto bevendo un te' normale.
Facciamo spesso cosi', non ti pare? ci convinciamo che le cose siano come devono essere anche quando non sono cosi', anche quando sono visibilmente piu' scadenti, noi ci convinciamo e ce le facciamo andare giu'. Ci diciamo, non preoccuparti, e' uguale, non c'e'differenza. Invece c'e'differenza. Come Baricco. Non e' snobismo. Perche' uno deve leggere Baricco quando c'e', poniamo, tutto Roth da leggere, quando c'e' tutto Murakami da leggere, quando c'e' ancora un bel po' di Gogol che non abbiamo mai toccato, o Proust o Dostoevski o Elsa Morante, per fare un esempio. Perche' dovremmo leggere Baricco quando non c'e' niente, nessun obbligo, nessuna costrizione ce lo impone?
Capisci? Non ho nulla contro il microonde. Lui sta per i fatti suoi, io per i miei. Ci ignoriamo, va bene cosi', puoi voler bene a tutti e due.
Anche Baricco, puoi leggerlo, se ti piace. Ma non parliamone. So che lo leggi, ma non ricordiamocelo tutti i momenti. E'questione di grazia,
Mi piacerebbe avere la grazia di quelle persone che a guardarle traspare da come si muovono e da come si vestono, da quello che scelgono, da come tirano fuori le cose dalla borsa, che hanno almeno quattro o cinque cose molto chiare. Che si sono costruiti nel tempo e adesso, per sedimentazione, si vedono. Hanno una forma, si sono dati una forma. Hanno la forma che volevano darsi. Che si sono data.
Io questa cosa non la sento, non l'ho mai sentita. Non mi sento una forma precisa addosso. Per questo sono attratta da quelli che hanno una forma precisa. Mi piace studiarli, cercare di capire come fanno, cos'hanno. Cosa li rende cosi' straordinariamente fedeli a se stessi, tuttidritti, tuttilineari.

Adesso capisco, quando uno ti dice che gli piace il jazz, che devi credergli sulla parola, non devi volere delle prove tipo, non ti ho mai sentito ascoltare niente di jazz, strano. Strano che se ti piace il jazz non lo ascolti mai. Allora, mi verrebbe da dire, allora piu' che altro a te piace dire che ti piace il jazz. Ti piace l'idea, soprattutto, l'idea di essere uno a cui piace il jazz.

Invece poi un giorno ti svegli, metti davvero su un disco di jazz,  tutta la mia teoria si fotte.

lunedì 6 agosto 2012

6.8.12

oggi marca male
esco, vado a fare la fotocopia della carta d'identità. un giorno così,
marca malissimo.
mi sono svegliata che mi sto sul cazzo.
per quel che mi riguarda, potrebbe essere benissimo autunno.
 
cani e porci registrano un audiolibro, perché io no?
 sento la fortissima impellenza artistico economica di registrare un audiolibro.
uno che fa un audiolibro almeno una cosa l'ha fatta. magari fa schifo, ma comunque c'è.
non capisco perché non posso registrare anch'io un audiolibro.
 
mi ero già lavata i denti, però non ricordandomene più me li sono lavati di nuovo e mentre me li lavavo mi è venuto in mente che stavo facendo una cosa che mi ricordava qualcosa, e poi mi sono ricordata proprio bene, con chiarezza, che io quella cosa lì l'avevo già fatta.
 
Facciamo un bel silenzio, va,
su questa vita.
 
 
marca malissimo.
mi sono svegliata che mi sto sul cazzo.


mi ero già lavata i denti, però non ricordandomene più me li sono lavati di nuovo e mentre me li lavavo mi è venuto in mente che stavo facendo una cosa che mi ricordava qualcosa, e poi mi sono ricordata proprio bene, con chiarezza, che io quella cosa lì l'avevo già fatta.
 
Facciamo un bel silenzio, va,
su questa vita.

lunedì 23 luglio 2012

pappagalli


V dimmi di più
L Penelope è bellissima, è tutta grigia con una piccola piuma rosso sotto, nella zona del culo, almeno penso che in quella zona ci sia il culo
come ti dicevo parla ancora poco ma promette molto bene
sembra molto sveglia, il tizio ce l'ha solo da 8 gg
Orfeo invece è enorme, azzurro giallo verde e rosso, è libero in negozio e non ha le ali tagliate...questo mi fa dedurre che in certi casi gliele taglino per tenerli liberi ma con la sicurezza che non scappino. è una roba orrenda
Orfeo no, le ali le ha, ma come possa volare li dentro é un mistero
sta attaccato a due anelli bianchi di corda e si dondola e ha l'aria di stare molto bene li, ma secondo me fa finta di stare bene
V il pappagallo potrebbe essere il pappagallo di Nick, che lui l'ha trovato e se l'è tenuto a vivere con lui.
L e poi, quando muore?
V muoiono insieme
L Nick mette un annuncio per sapere chi ci sarà tra novent'anni che possa occuparsi del suo pappagallo.
V eh eh
L ho pensato che Orfeo potrebbe insegnare delle parole a Penelope
Orfeo arriva fino a 300, quindi meno di quelle che Penelope imparerà
ma per cominciare potrebbe farla esercitare un po'. immagino tra l'altro che Penelope in negozio non abbia la possibilità di sentire chissà quali discorsi
e alla fine le dicono tutti le stesse cose, un po' come per i capelli di telly, le dicono : sei bella, sei bella, ma parli? mi dici qualcosa? anche mia madre le ha detto subito : ma parli? sarebbe stato bello sentire un bel : NO PORCO DIO! deciso, tonante....e invece è stata zitta. Niki Penelope neanche l'ha vista, era in una posizione un po' sfavorevole
mentre invece Orfeo si, era molto in alto, a vista , se l,è guardato un po' e poi mi ha detto : tutti dicono che i pappagalli parlano, ma questo non ha ancora detto un cazzo e siamo qui già da 10 minuti

domenica 22 luglio 2012

croniques

Lmio padre dice sempre che sta bene, quando gli chiedi al telefono
V è bello.
L è importante il cervello ad una certa 'età. è importante. 
V sì. 
L meglio fare cinque o sei gradini tranquillo con la certezza che ce la fai e magari al sesto cadi e ci resti, di quando cominici a non sentirti più capace e non ti muovi più. stai lì.
V meglio.
L l'altro giorno mi ha detto che aspettava un tipo, allora, per paura di non sentire il cmapanello, si era seduto sul divano vicino alla porta, per rispondere subito; quando il citofono ha suonato, lui si è alzato, gli è girata la testa ed è caduto sul divano. poi allora per raggiungere il citofono si è messo a quattro zampe, e intanto quello continuava a suonare, lui sentiva ma non ce la poteva fare ad alzarsi in fretta.
V è nell'invecchiare. che comunque, se non muori prima, invecchi
L quando cominci a star su con le pastiglie, pastiglie per la pressione, per la circolazione, per la prostata
V dipende da quante pastiglie prendi, se magari prendi le pastiglie ma per il resto va tutto bene
L se cominci che non stai più in piedi e roba del genere

V magari ti pisci addosso

L se ti pisci, tutto sommato un pannolone non è quel gran fastidio
V se ti caghi?
L se arriva gradualmente, prima la piscia, poi la merda, ti abitui. ti puoi abituare.
V ti abitui a tutto
L purché sia graduale
V se non è graduale
L un anziano che conosce C, sua moglie è morta di cancro e lui dopo due mesi si è tirato dalla finestra. Ha fatto bene.
V si
L anche Monicelli si è tirato dalla finestra. 
V però lui aveva il cancro
L a quell'età un cancro ti dura magari dieci anni.
   si era rotto
V ha fatto bene
L bisogna vedere in quel momento che sei lì, da dentro, come la prendi.
V sì