Ecco cos'era: lo stesso posto, la stessa finestra
ma senza il muro
lo stesso balcone, la stessa luce, la stessa finestra,
ma senza casa
lo stesso campanile, l'albero piccolo,
l'albero grande in piedi lontano,
ma senza vento azzurro tra i capelli.
Tutto sveglio, reale,
ma lasciato solo
un tempo indietro:
le nostri voci adesso
cadute dal balcone
destano scandalo
al deserto.
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venerdì 14 marzo 2014
giovedì 10 ottobre 2013
appunti sulla vita di A G
Una parte di Amanda voleva combattere con la spada in mano,
l'altra parte di Amanda voleva assistere a quel combattimento, come un film.
Una parte di Amanda voleva percorrere tutta la vita come un aratro fino a consumarne i denti, l'altra parte di Amanda voleva spiccare indietro, fino a prima della propria nascita e, neppure non esserci: non esserci ancora, per sempre,
mai più.
l'altra parte di Amanda voleva assistere a quel combattimento, come un film.
Una parte di Amanda voleva percorrere tutta la vita come un aratro fino a consumarne i denti, l'altra parte di Amanda voleva spiccare indietro, fino a prima della propria nascita e, neppure non esserci: non esserci ancora, per sempre,
mai più.
lunedì 8 luglio 2013
cominciare da lì
ho letto il libro di una che scrive bene. però copia murakami. ora mi dico, se scrivi bene, perché devi copiare murakami. scrivi come ti viene a te. tanto murakami sarà sempre murakami e tu sarai sempre tu. anche a me alle volte mi verrebbe voglia di copiare brautigan, ma cosa lo copio a fare, lui si è sparato. se lo volessi davvero copiare dovrei cominciare da lì.
non volevo per niente mettermi a repentaglio
allora mi era arrivata sta roba della luce e del gas per fare una specie di gara di appalto, una cosa di tipo gruppi di consumo equo e solidale, solo che ti chiedevano il consumo annuo eccetera così ho dovuto fare la connessinone all'enel per leggere le bollette (le mie non le trovavo, quele dicarta ) e ci ho messo mezz'ora per fare l'accesso on line, poi dovevi dire il consumo annuo del gas e anche lì ho dovuto fare la divisione per trasformare i smc in mc, con la costante di conversione. allora mi chiedo, è possibile che uno non possa fare le cose in modo semplice? possibile che per ogni cosa ci vogli acosì tanto tempo. non dico che il mio tempo sia prezioso, che non vale un cazzo, però magari potevo andare a farmi una birretta qua davanti.
non so.
la verità è che tutte le volte ch emi arrivano queste cose una parte dime mi dice che comunque dietro c'è la fregatura. che non se ne esce. e però devo farlo. ci devo provare. ci provo. al massimo non è niente. una birretta in meno.
in tutto questo non ti ho chiesto come stai. non so come stai, come stai n questi giorni caldi. lo sai che oggi non ho scritto niente. sono stata tutto il giorno impegnata a fare lavatrici e lavare cose. perché non volevo scrivere. non volevo per niente mettermi a repentaglio. ti abbraccio.
non so.
la verità è che tutte le volte ch emi arrivano queste cose una parte dime mi dice che comunque dietro c'è la fregatura. che non se ne esce. e però devo farlo. ci devo provare. ci provo. al massimo non è niente. una birretta in meno.
in tutto questo non ti ho chiesto come stai. non so come stai, come stai n questi giorni caldi. lo sai che oggi non ho scritto niente. sono stata tutto il giorno impegnata a fare lavatrici e lavare cose. perché non volevo scrivere. non volevo per niente mettermi a repentaglio. ti abbraccio.
lunedì 24 giugno 2013
giochiamo
giochiamo che tu eri sparito e anch'io
non eravamo da nessuna parte
e nessuno si ricordava più.
e non ti faceva male niente perché non tu c'eri
e non mi faceva male niente perché io non c'ero
davvero.
martedì 30 aprile 2013
l'uomo che sradicava gli alberi
vorrei scrivere un libro dal titolo: L'uomo che sradicava gli alberi.
che è la storia di un uomo che se andava in giro per le colline e tutto dove vedeva un piccolo alberello nascente lo sradicava. per non illuderlo.
poi c'è la scena clou dell'uomo che sradicava gli alberi che incontra l'uomo che piantava gli alberi, e si guardano e si riconoscono, e fanno finta di non conoscersi. uno se ne va a piantare di qua, l'altro se ne va a sradicare di là.
poi c'è la scena dell'uomo che piantava gli alberi che di nascosto pianta tutti quelli che l'uomo che sradicava aveva sradicato.
e poi c'è la scena di quello che sradicava che di soppiatto andava a sradicare i riradicati.
sono due scene che si alternano ad libitum.
finché uno dei due muore e l'altro si redime.
che è la storia di un uomo che se andava in giro per le colline e tutto dove vedeva un piccolo alberello nascente lo sradicava. per non illuderlo.
poi c'è la scena clou dell'uomo che sradicava gli alberi che incontra l'uomo che piantava gli alberi, e si guardano e si riconoscono, e fanno finta di non conoscersi. uno se ne va a piantare di qua, l'altro se ne va a sradicare di là.
poi c'è la scena dell'uomo che piantava gli alberi che di nascosto pianta tutti quelli che l'uomo che sradicava aveva sradicato.
e poi c'è la scena di quello che sradicava che di soppiatto andava a sradicare i riradicati.
sono due scene che si alternano ad libitum.
finché uno dei due muore e l'altro si redime.
martedì 26 marzo 2013
Anche se è presumibile che i fratelli Ayler stessero facendo esperienza con droghe psichedeliche non esiste nessuna prova effettiva che tali sostanze abbiano alterato significativamente la loro stabilità mentale
(Successivamente però la Parks avrebbe confermato che Ayler era molto depresso e si sentiva in colpa per il crollo mentale del fratello)
Il suicidio è il gesto autolesionistico più estremo, tipico in condizioni di grave disagio psichico, particolarmente in persone affette da grave depressione e/o disturbi della personalità di tipo psicotico. Ovviamente essi possono essere determinati da eventi ben pratici, quali delusioni amorose, condizioni di salute o di estetica, condizioni sociali, ecc.
d dice che il suo amico musicista dice che ayler suona come un bambino di un anno che dice a sua mamma perché hai fatto questo.
(loro si parlano chiamandosi e facendosi sentire dei suoni)
poi il discorso sul fatto che la gente vuole un ego.
non vuole un dialogo perché vuole essere sicura di spostare il suo amore su qualcosa di fermo. buttarlo dall'altra parte ma su qualcosa che al limite traghetti un po' qua e un po' là per dire, siamo stati anche da qualche parte, ma subito poi a casa. sani e salvi. una storia. un'illusione perché no. può servire. purché ti riporti sempre a casa. a casa sani e salvi.
(Ayler aveva spesso dichiarato di volersi uccidere, ed in un accesso d'ira era arrivato a scagliare con violenza uno dei suoi sassofoni contro il televisore di casa)
un film, un romanzo. purché si possa comunque fare ritorno.
perché la musica è così avanti?
si può permettere questo senza che nessuno si agiti, tutte queste sospensioni, senza che nessuno si scandalizzi o dica no, e dio, questo non si può fare proprio no. non ci riporta a casa. dove ci porta?
perché la musica può permettersi di non portarti subito a casa.
(Albert raccontò di avere visto uno strano oggetto in cielo e di aver pensato che lui e il fratello "avessero ricevuto in fronte il sigillo destro di Dio onnipotente")
invece con le parole dobbiamo per forza ancoraci bene alla storia. non se ne parla.
no.
una chitarra pazzesca tutta di metallo che viene suonata con una spugnetta per i piatti e un bastoncino.
uno si puo' anche chiedere tutto qua?
invece non se lo chiede.
dopo, poi, magicamente
con l'archetto un' altra chitarra diventa un'orchestra d'archi in una chiesa
Ma poi te lo chiedi
perche'
subito
siamo tornati qui
con una frivolezza
uno scherzo
che dice
Si può scherzare,
non ti preoccupare.
siamo qua e si può scherzare?
siamo stati via dove non si può stare
abbiamo cercato
non abbiamo trovato
niente
non siamo tornati
non siamo tornati
non torneremo mai
a casa
siamo salvi
perché perduti.
(Nell'esercito Ayler suonava stabilmente nella banda del reggimento. Nel 1959 venne dislocato in Francia, dove si specializzò nell'eseguire marce militari che sarebbero state una delle principali influenze nella sua musica futura)
sabato 9 marzo 2013
diario
Tutto sta nella curiosità che ci metti quando apri gli occhi e quando li richiudi. Anche se non sei buono di carattere, se ti porti dietro i misfatti originali,i tuoi disastri o le tue colpe. se hai le orecchie hai comunque una consegna, una specie di lasciapassare. non dico proprio una ragione, ma almeno una scusa, per stare al mondo.
sabato 23 febbraio 2013
oggi
Non è un'offesa per nessuno
credimi,
bisogna per forza farlo:
dipanare il pensiero
in parole che vogliono
con tutto se stesse
dire.
sabato 12 gennaio 2013
analìti
I miei principii non sono sbagliati
sono buoni
sono solo troppo labili.
Manco di disciplina.
Se avessi disciplina non avrei parole.
mercoledì 7 novembre 2012
una volta
dietro la porta
vicino alla scala
non saprei dire bene
dove avevamo
un grillo
era entrato una notte
che faceva fatica
non cantava per niente
ma si vedeva che non era
uno scarafaggio.
venerdì 5 ottobre 2012
fin dal primo mattino
quelli dell'inquisizione
avevano molto da fare.
Avevano da redigere dei faldoni
per documentare.
Infatti il fatto di documentare
rende giustizia.
mercoledì 3 ottobre 2012
se sia vero o no
Mi chiedo se sia vero o no.
Un essere umano è quello che si fa la doccia la mattina, che prende il grappino,che lava la macchina, che quando compra il pane e il latte e lo zucchero gli danno in omagggio la bustina di pectina per la marmellata, che paga la bolletta della luce dal tabaccaio, che si accorge che i freni della bici sono da registrare, che bagna le piante, che fa la raccolta differenziata, che fa la raccolta punti del supermercato per una padella antiaderente, che cerca il distributore dove la benzina senza piombo costa tredici centesimi di euro in meno, che se ha mal di schiena prende un voltaren, che se ha mal di testa prende un moment, che se ha mal di pancia prende un buscopan,che compra il giornale, che legge il giornale, che scrive su facebook, che gli si rompe un dente e non ha i soldi per andare dal dentista, che cerca di essere gentile, che risponde: non mi interessa, grazie,ho già cambiato compagnia telefonica due mesi fa,che si prova le scarpe ma non se le compra, che gratta il gratta e vinci, che perde le chiavi di casa, che si dimentica i soldi nel bancomat, che di notte non dorme, che crede in un Dio che però non è un Dio, che però è un qualcosa che non si sa se ci sia davvero o no, ma che in certi momenti sembra impossibile che non ci sia nessuno, che fa gli esami del sangue, che prende le pastiglie per la pressione, che compra le cose in scadenza a metà prezzo,che fale promesse, prometto di non bere più, prometto di non fumare più, prometto di fare ginnastica tutte le mattine, prometto di sforzarmi di non arrabbiarmi più,che piega le camicie e le mette nel cassetto,che piega le mutande e le mette nel cassetto, che butta via la pubblicità che trova nella buca delle lettere, che fa gli esami di routine, gli esami del sangue, il saldo via internet, il bonus luce, il bonus gas, compra la birra, compra il caffè, la guarnizione per la caffettiera, il massaggio in omaggio, la depilazione a luce pulsata, il parcheggio orario,la tariffa flat del wifi, il congiuntivo sbagliato, il compleanno mancato,il treno sporco, il biglietto timbrato due volte, i cani da sopprimere, l'oroscopo, il detersivo biologico, il formaggio di soia, il terrorismo internazionale, l'euro, le tecniche per curare la miopia senza intervento chirurgico, le foto dei gatti, le creme antirughe, il sesso sublimato,il circolo dei lettori, il festival dello gnocco fritto, il festival dell'agnolotto, la retrospettiva sulla piadina, la pace nel mondo, la fame nel mondo, la liposuzione, i campi nomadi, come smettere di fumare se sai come farlo, il benessere dell'intestino, l'iridologia, la terapia del dolore, l'anima gemella, la fotografia digitale;oppure no. Oppure non si può sapere.
Oggi ho incontrato l'osteopata al bar, mi ha offerto il caffè, è stato imbarazzante.
Non si sa più niente.
Se sia vero o no che ci sia qualcosa dietro alle cose.
Dici che bisogna avere chiaro il punto di arrivo, che quello che è importa è tenere ferma la posizione. Non importa quanto ci metti, né se procedi in linea retta, quello che conta è che tu sai che stai andando là. Ma quando dici là, cos'è questo là, questo punto di arrivo che muove tutto, di preciso?
Pensi che possa esistere un momento nel quale uno dice: bene, ecco qua, sono arrivato. Ce n'è voluta, ma finalmente sono arrivato. Come quelli che finiscono un puzzle e poi lo incollano lo fanno inquadrare e lo appendono in bagno o in entrata. Come se l'immagine ricomposta fosse il senso di un puzzle. Mentre il senso del puzzle è proprio il contrario, è proprio tutto il contrario il senso di un puzzle. Se vogliamo il senso di un puzzle consiste nella ricerca dei pezzi. La vita mi sembrerebbe più un insieme di puzzle con dei pezzi mancanti, tutti mescolati insieme, e noi dovremmo prima di tutto capire, distinguere un puzzle dall'altro, separare ciò che ci appartiene da ciò che appartiene a qualcun altro, che è un puzzle che non vedremo, che non comporremo noi, che non sapremo cosa rappresenta. Non di tutto vedremo la fine, solo di quello che per noi rappresenta la fine, che per un altro potrebbe anche essere una parte insignificante, un particolare trascurabile, lo sfondo di una scena in cui a fuoco sta qualcos'altro. Che non possiamo neanche immaginare.
Un essere umano è quello che si fa la doccia la mattina, che prende il grappino,che lava la macchina, che quando compra il pane e il latte e lo zucchero gli danno in omagggio la bustina di pectina per la marmellata, che paga la bolletta della luce dal tabaccaio, che si accorge che i freni della bici sono da registrare, che bagna le piante, che fa la raccolta differenziata, che fa la raccolta punti del supermercato per una padella antiaderente, che cerca il distributore dove la benzina senza piombo costa tredici centesimi di euro in meno, che se ha mal di schiena prende un voltaren, che se ha mal di testa prende un moment, che se ha mal di pancia prende un buscopan,che compra il giornale, che legge il giornale, che scrive su facebook, che gli si rompe un dente e non ha i soldi per andare dal dentista, che cerca di essere gentile, che risponde: non mi interessa, grazie,ho già cambiato compagnia telefonica due mesi fa,che si prova le scarpe ma non se le compra, che gratta il gratta e vinci, che perde le chiavi di casa, che si dimentica i soldi nel bancomat, che di notte non dorme, che crede in un Dio che però non è un Dio, che però è un qualcosa che non si sa se ci sia davvero o no, ma che in certi momenti sembra impossibile che non ci sia nessuno, che fa gli esami del sangue, che prende le pastiglie per la pressione, che compra le cose in scadenza a metà prezzo,che fale promesse, prometto di non bere più, prometto di non fumare più, prometto di fare ginnastica tutte le mattine, prometto di sforzarmi di non arrabbiarmi più,che piega le camicie e le mette nel cassetto,che piega le mutande e le mette nel cassetto, che butta via la pubblicità che trova nella buca delle lettere, che fa gli esami di routine, gli esami del sangue, il saldo via internet, il bonus luce, il bonus gas, compra la birra, compra il caffè, la guarnizione per la caffettiera, il massaggio in omaggio, la depilazione a luce pulsata, il parcheggio orario,la tariffa flat del wifi, il congiuntivo sbagliato, il compleanno mancato,il treno sporco, il biglietto timbrato due volte, i cani da sopprimere, l'oroscopo, il detersivo biologico, il formaggio di soia, il terrorismo internazionale, l'euro, le tecniche per curare la miopia senza intervento chirurgico, le foto dei gatti, le creme antirughe, il sesso sublimato,il circolo dei lettori, il festival dello gnocco fritto, il festival dell'agnolotto, la retrospettiva sulla piadina, la pace nel mondo, la fame nel mondo, la liposuzione, i campi nomadi, come smettere di fumare se sai come farlo, il benessere dell'intestino, l'iridologia, la terapia del dolore, l'anima gemella, la fotografia digitale;oppure no. Oppure non si può sapere.
Oggi ho incontrato l'osteopata al bar, mi ha offerto il caffè, è stato imbarazzante.
Non si sa più niente.
Se sia vero o no che ci sia qualcosa dietro alle cose.
Dici che bisogna avere chiaro il punto di arrivo, che quello che è importa è tenere ferma la posizione. Non importa quanto ci metti, né se procedi in linea retta, quello che conta è che tu sai che stai andando là. Ma quando dici là, cos'è questo là, questo punto di arrivo che muove tutto, di preciso?
Pensi che possa esistere un momento nel quale uno dice: bene, ecco qua, sono arrivato. Ce n'è voluta, ma finalmente sono arrivato. Come quelli che finiscono un puzzle e poi lo incollano lo fanno inquadrare e lo appendono in bagno o in entrata. Come se l'immagine ricomposta fosse il senso di un puzzle. Mentre il senso del puzzle è proprio il contrario, è proprio tutto il contrario il senso di un puzzle. Se vogliamo il senso di un puzzle consiste nella ricerca dei pezzi. La vita mi sembrerebbe più un insieme di puzzle con dei pezzi mancanti, tutti mescolati insieme, e noi dovremmo prima di tutto capire, distinguere un puzzle dall'altro, separare ciò che ci appartiene da ciò che appartiene a qualcun altro, che è un puzzle che non vedremo, che non comporremo noi, che non sapremo cosa rappresenta. Non di tutto vedremo la fine, solo di quello che per noi rappresenta la fine, che per un altro potrebbe anche essere una parte insignificante, un particolare trascurabile, lo sfondo di una scena in cui a fuoco sta qualcos'altro. Che non possiamo neanche immaginare.
mercoledì 5 settembre 2012
5/9/2012
Mi manca qualcosa di cui non so dire il nome, non so fare il disegno, non so parlare.
Sono sicura che andrà tutto bene, ma non so se questo tutto comprenderà anche me.
sabato 11 agosto 2012
venerdì 10 agosto 2012
piano piano
Mi devo alzare prima di tutto, trovare un tavolo e una sedia. Comprare del te'. Mi piacerebbe andare proprio in quei negozi specializzati, per intenditori del te', dove ti senti tutto rallentato, puoi parlare piano, sentirsi soffiare quelle frasi sul te' bianco sul gusto di fondo e sognare quella pacatezza.
Perche' quest'avversione per il microonde? Perche' quando butti la bustina nell'acqua facci caso. Facci caso se non viene fuori una specie di schiuma, una schiuma che ricorda quella dell'acqua del mare quando si infrange sulle onde. E'normale che una tazza d'acqua calda faccia la schiuma?No che non e'normale. Non ho un'avversione per le cose scientifiche. Il microonde non mi spaventa. Mi fa schifo. Mi fa schifo quello che fa.Come lo fa. mi fa schifo, adesso che ci penso, anche come scalda le cose. Facci caso. Non e'avversione per le cose scientifiche, non c'entra nulla. Dire che ho un'avversione per le cose scientifiche solo perche' mi ripugna il microonde e'una cosa superficiale. Chiedimi se ce l'ho coi microscopi, chiedimi se ce l'ho mai avuta coi termometri analogici e digitali?
niente. chiedimi se mi piacciono gli igrometri. Mi piacciono. le bussole? mi piacciono.
non ho nessuna avversione per nessuna cosa scientifica, non mi piace solo bere il te' con la schiumetta e dover fingere che vada tutto bene, che sto bevendo un te' normale.
facciamo spesso cosi', non ti pare? ci convinciamo che le cose siano come devono essere anche quando non sono cosi', anche quando sono visibilmente piu' scadenti, noi ci convinciamo e ce le faccia o andare giu'. Ci diciamo, non preoccuparti, e' uguale, non c'e'differenza. Invece c'e'differenza. Come Baricco. Non e' snobismo. Perche' uno deve leggere Baricco quando c'e', poniamo, tutto Roth da leggere, quando c'e' tutto Murakami da leggere, quando c'e' ancora un bel po' di Gogol che non abbiamo mai toccato, o Proust o Dostoevski o Elsa Morante, per fare un esempio. Perche' dovremmo leggere Baricco quando non c'e' niente, nessun obbligo, nessuna costrizione ce lo impone?
Capisci? Non ho nulla contro il microonde. Lui sta per i fatti suoi, io per i miei. Ci ignoriamo, va bene cosi', puoi voler bene a tutti e due.
Anche Baricco, puoi leggerlo, se ti piace. Ma non parliamone. So che lo leggi, ma non ricordiamocelo tutti i momenti. E'questione di grazia,
Mi piacerebbe avere la grazia di quelle persone che a guardarle traspare da come si muovono e come si vestono, dalle cose che scelgono, da come tirano fuori le cose dalla borsa,che hanno almeno quattro o cinque cose molto chiare. Che si sono costruiti nel tempo e adesso, per sedimentazione, si vedono. Hanno una forma, si sono dati una forma. Hanno la forma che volevano darsi. Che si sono data.
Io questa cosa non la sento, non l'ho mai sentita. Non mi sento una forma precisa addosso. Per questo sono attratta da quelli che hanno una forma precisa. Mi piace studiarli, cercare di capire come fanno, cos'hanno. Cosa li rende cosi' straordinariamente fedeli a se stessi, tuttidritti, tuttilineari.
Adesso capisco, quando uno ti dice che gli piace il jazz, che devi credergli sulla parola, non devi volere delle prove tipo, non ti ho mai sentito ascoltare niente di jazz, strano. Strano che se ti piace il jazz non lo ascolti mai. Allora, mi verrebbe da dire, allora piu' che altro a te piace dire che ti piace il jazz. Ti piace l'idea, soprattutto, l'idea di essere uno a cui piace il jazz.
Invece poi un giorno ti svegli, metti davvero su un disco di jazz, tutta la mia teoria si fotte.
lunedì 6 agosto 2012
6.8.12
oggi marca male
esco, vado a fare la fotocopia della carta d'identità. un giorno così,
marca malissimo.
mi sono svegliata che mi sto sul cazzo.
per quel che mi riguarda, potrebbe essere benissimo autunno.
cani e porci registrano un audiolibro, perché io no?
sento la fortissima impellenza artistico economica di registrare un audiolibro.
uno che fa un audiolibro almeno una cosa l'ha fatta. magari fa schifo, ma comunque c'è.
non capisco perché non posso registrare anch'io un audiolibro.
mi ero già lavata i denti, però non ricordandomene più me li sono lavati di nuovo e mentre me li lavavo mi è venuto in mente che stavo facendo una cosa che mi ricordava qualcosa, e poi mi sono ricordata proprio bene, con chiarezza, che io quella cosa lì l'avevo già fatta.
Facciamo un bel silenzio, va,
su questa vita.
marca malissimo.
mi sono svegliata che mi sto sul cazzo.
mi ero già lavata i denti, però non ricordandomene più me li sono lavati di nuovo e mentre me li lavavo mi è venuto in mente che stavo facendo una cosa che mi ricordava qualcosa, e poi mi sono ricordata proprio bene, con chiarezza, che io quella cosa lì l'avevo già fatta.
Facciamo un bel silenzio, va,
su questa vita.
domenica 5 agosto 2012
5.8.12
una volta si pensava che pensare fosse un'attività molto elitaria e
chic, invece adesso il pensiero è del tutto decaduto, va di moda il
vuoto spinto.
5.8.12
A volte uno dice Ci vuole niente
so io come si fa perché lo so;
dopo si capisce che invece uno
non era vero che ci voleva niente
due che non sapeva un cazzo.
Non che sia colpa sua
ma proprio che certe cose
sarebbe meglio non pensare.
Certe cose sarebbe proprio meglio star zitti
in grande umiltà.
so io come si fa perché lo so;
dopo si capisce che invece uno
non era vero che ci voleva niente
due che non sapeva un cazzo.
Non che sia colpa sua
ma proprio che certe cose
sarebbe meglio non pensare.
Certe cose sarebbe proprio meglio star zitti
in grande umiltà.
sabato 21 luglio 2012
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